Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati
COSA SI
CELA DIETRO UNO SGUARDO
Alcuni
traumi sono come cancri che si diffondono a dismisura e contaminano, si nutrono
delle cose belle della vita. I
fantasmi del passato, che sembrano uscire dal miglior film dell'orrore, queste
ragazze spesso li ritrovano rinchiusi nelle proprie teste e io non posso fare
altro che cercare di fargli ritrovare le parole, di chiudere quelle stanze
oscure che non svaniranno mai, di lenire le loro ferite e magari di insegnargli
a sognare.
Cosa si cela oltre uno sguardo apparentemente limpido?
Spesso mi dico che all'interno del nostro cervello vi siano delle
stanze oscure. Stanze, dalle porte aperte, colme di un gas tossico che si
dilaga sostituendosi all'ossigeno vitale delle adiacenti camere dei ricordi,
sei sogni, dei desideri intaccandole e compromettendole, alcune in maniera
irreparabile.
In alcune stanze è come se crescessero arbusti spessi e spinosi, la
cui crescita sembra favorita e accelerata dalle condizioni offerte da questo
orrido gas dilagante.
Gli arbusti crescono e proliferano contaminando gli organi vitali del
nostro corpo; alle volte queste spine trafiggono il cuore e impediscono che
batta all'impazzata per i tramonti o per un cielo stellato, altre volte
compromettono la vista e impediscono di vedere correttamente la vita, altre
volte si stringono attorno alle pareti della faringe e sembra quasi che quelle
spine la pungano talmente forte che spesso impediscano il respiro.
Le camere dei sogni, della fantasia, del ricordi si svuotano a
contatto con quest'aria tossica. I sogni si tingono di grigio e di nero, la
fantasia si secca come le foglie in autunno, e i ricordi diventano scuri e
torbidi.
La violenza subita o assistita da queste ragazze stasera la vedo come
una profonda lacerazione osservando questo disegno. Le lacerazioni provocano la
creazione di queste temibili camere oscure al punto che sembra impensabile e
impossibile il passaggio della luce.
Cosa può significare vivere la parte più complessa e dolce della vita
attanagliati dalla stretta mortale di questo buio e di quel maledetto gas?
Innamoramenti, spensieratezza, ambizioni, fantasie sono ostaggi golosi
degli effetti delle violenze, dei traumi e delle brutture al sadico trascorso
di queste ragazze. Certe volte vorrei insinuarmi attraverso quegli occhi verdi,
marroni e neri e avventurarmi alla ricerca delle porta da chiudere, dalle luci
da accendere.
So in partenza che non riuscirei a distruggerle quelle maledette
camere perché ormai sono parte integrante della vita di queste ragazze, ed
esisteranno per sempre. Però cosa darei per circoscrivere le fuoriuscite, per
epurare quell'aria tossica, per sbarrare
le porte le serrature di traumi cicatrizzati che intaccano e anneriscono
i tessuti vivi e rosei che raccontano di vita e non di morte.
Alcuni traumi sono come cancri che si diffondono a dismisura e
contaminano, si nutrono delle cose belle della vita di queste ragazze e di
questi ragazzi.
La cura... Quella maledetta cura vorrei stanotte mentre questo foglio
vibra e si muove fra le mie mani e nella mia testa. Sento persino echeggiare le
grida di un volto senza sguardo e di una voce che ha perso le parole.
Quanto vorrei un giorno che una fra loro mi dica che si è innamorata,
come una qualsiasi ragazza della sua età. Quanto vorrei che un'altra mi dica
che ha voglia di prendere finalmente la sua vita in mano e decidere di
discostarsi da quanto ha vissuto perché quello è parte del passato e non per
forza del presente e del futuro; quanto vorrei che non si sentissero sporche,
macchiate, irrecuperabili...
Quanto vorrei vederle sognare.
I fantasmi del passato, che sembrano uscire dal miglior film
dell'orrore, queste ragazze spesso li ritrovano rinchiusi nelle proprie teste.
Alcune continuano la propria esistenza nella maniera peggiore: sminuendola, non
considerandola, distruggendola perché è meglio qualsiasi cosa che possa
tamponare quel dolore, quelle spine, quella paura e quei ricordi.
<<Chiara stasera posso fare un disegno...?>>
Avrebbe potuto rendere meglio quel che sente, quel che prova, quel che
ha dentro?
Questo mostro certe volte mi sembra che divori tutto di questa
ragazza, non solo l'anima... Ma il suo futuro.
Il male ha a che fare con la vita terrena più di quanto si creda. Non
appartiene a chissà quale mondo lontano o etereo. Il male ha forme umane e
molteplici: violenza, indifferenza, ignoranza, cattiveria, privazione,
sopraffazione, silenzio e noncuranza delle proprie azioni.
Mentre sistemo questo disegno del suo fascicolo lo sguardo si posa su
alcune parole del suo passato che raccontano i trascorsi violenti e più leggo
più aumenta il volume delle grida di quel volto disegnato a matita, senza
colori.
Persino la casa mi sembra abbia perso i suoi colori stasera...
All'improvviso una vocetta interrompe il mio pensieroso silenzio.
<<Chiaranetta?>>
La piccola era venuta a vedere cosa facessi.
Improvvisamente il colore o forse la dolcezza in persona si sono
presentati ai miei occhi con un pigiamino blu come il mare e rosso come le
fragole più dolci. Quegli occhi color caffè sono fissi su di me e mi
accarezzano l'anima.
Chiudo l'anta del mobile e mi dedico a lei e a tutt'altro ma nel
mentre del mio lavoro mi dico che quel disegno stia gridando con tutto il suo
fiato per riavere indietro le sue parole perdute...
Qual è il ruolo di un educatore...?
Ritrovare le parole, chiudere stanze oscure che non svaniranno mai,
ricercare i colori, lenire le ferite causate dalle spine, ricreare
ossigeno...Imparare ed insegnare a cercare le stelle nel buio devastante.
Dott.ssa
Pittari Chiara
(Pedagogista,
Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)
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‘Danzanti col
vento...storie e racconti di educatori appassionati’
Cos’è la rubrica: Danzanti col
vento...storie e racconti di educatori appassionati
Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma
di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi
salvataggio indelebile, la messa al
sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.
Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita
vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a
sentirsi parte di una casa, parte di una
famiglia…
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