MASCHI vs FEMMINE
È un dibattito accanito. Sempre più forti, anche
grazie all'appoggio di molti mezzi di comunicazione, sembrano coloro che negano
ogni differenza tra il "genere" maschile e il "genere"
femminile. A noi restano molti ragionevoli dubbi. Ci pare che le prove della naturale
differenza tra i due generi esistano e provochino spesso a livello educativo
non pochi fraintendimenti. Ecco alcuni esempi.
I maschietti, fin dal secondo mese, ridono di
più delle femminucce. In media 50 volte al giorno rispetto a 37. È forse un
indice che, fin da piccolo, il bambino è più estroverso della bambina?
Sono stati videoregistrati bambini neonati (e quindi non ancora influenzati da
alcuna 'cultura') ai quali venivano posti due stimoli visivi differenti: un
viso di una donna sorridente da una parte e un pupazzo che muoveva e penzolava
dall'altra. Gli occhi dei bambini venivano ripresi per essere analizzati poi da
psicologi.
Ebbene, dall'analisi è risultato chiaramente che mentre i maschi preferivano
nella maggioranza assoluta il giochino penzolante, le femmine si incantavano
davanti al viso della donna sorridente.
I ricercatori hanno concluso che «al di là di ogni dubbio, le differenze
d'interesse tra maschi e femmine, sono biologicamente innate!».
Un altro studio che ha interessato ben 37 culture diverse ha rilevato che dai
tedeschi ai pigmei, dagli abitanti di Taiwan agli esquimesi, in ogni cultura,
le donne sono particolarmente interessate alla posizione sociale e al potere,
che questa comporta, del potenziale marito, mentre gli uomini sono maggiormente
attratti dal corpo e dalle caratteristiche fisiche delle potenziali mogli.
Ma andiamo più a fondo
I maschi sono più orientati verso una strategia del potere, le femmine verso
una strategia delle relazioni.
Le donne memorizzano in modo più profondo dei maschi. Se si fa un apprezzamento
fisico negativo a una ragazza, ci penserà su probabilmente molto più di un
ragazzo.
Se si svilisce una figlia, gli effetti possono essere prolungati e la tristezza
perdurare.
Insomma, è ben giustificato il detto: «Le donne non dimenticano: archiviano».
Le donne sono più capaci di "empatia" (la capacità di 'mettersi nei
panni degli altri'). Se un bambino si fa male mentre gioca al calcio, i
compagni si aspettano che si faccia da parte per poter proseguire il gioco. Le
bambine, invece, smettono di giocare e circondano il piccolo che piange. È la
prova che nelle donne è maggiormente presente la tendenza al "prendersi
cura".
Proseguiamo
Essere donna significa essere più portata a difendersi con la lingua, in modo
non sempre limpido. Il narratore francese Abel Hermant (1862-1950) con
fine umorismo (ma con tanta verità, secondo noi) diceva: "Gli uomini
sono i plebei della menzogna; le donne ne sono l'aristocrazia!".
Altri dicono la stessa cosa quando affermano che le donne sono esperte nel
bullismo verbale talora ben più grave del bullismo fisico che è più tipico dei
maschi. Le donne uccidono con la lingua, gli uomini con le armi: due 'stili'
ugualmente deprecabili!
Essere donna significa avere più potere persuasivo dell'uomo. Non per nulla
circola il detto: «Gli uomini fanno le leggi, le donne fanno i costumi».
Ancora
Essere donna significa avere un cervello meno pesante di quello dell'uomo: 1171
grammi di fronte ai 1308 del maschio. (Va subito detto però che non vi è
rapporto tra massa cerebrale e abilità mentali!)
Essere donna significa avere il sottile fascino del superfluo. È un dato di
fatto che le donne sono calamitate dalle vetrine, dai mercati, dai grandi
negozi (curiosità: una ricerca inglese ci rivela che le donne possiedono,
mediamente, 17 paia di calze; gli uomini si accontentano di 7).
Essere donna significa avere un miglior rapporto con il linguaggio verbale (gli
uomini che soffrono di balbuzie sono dodici volte più numerosi delle donne).
Sempre in tema, è proprio delle donne avere la risposta pronta, immediata,
talora caustica, sprezzante, graffiante, mordace.
Essere donna vuol dire far lavorare maggiormente l'emisfero destro del cervello
che presiede all'intuire, al sentire. L'emisfero sinistro attivato
prevalentemente dall'uomo, presiede, invece, al razionalizzare, al calcolare.
Per questo alcuni dicono che nella donna tutto è cuore, persino la testa!
Essere donna significa essere più controllata.
I maschi tendono a mettersi in situazioni adrenaliniche, rischiose.
Fin da piccoli, quando compiono i primi passi, i bambini tendono, ad esempio, a
mettere le dita nelle prese elettriche, cercano di rimanere in equilibrio su
una palla, fanno capriole sopra il letto e giù dal letto... Sono più numerosi i
maschi che cercano esperienze nuove (il 20% di fronte al 12% delle donne).
Terminiamo
Con un'ultima differenza: essere donna significa essere molto più misteriosa,
più "complessa" dell'uomo, più introversa (è forse per questo che le
ragazze amano il selfie più dei maschi?).
Tale caratteristica del genere femminile aveva colpito lo stesso Sigmund
Freud (1856-1939), il padre fondatore della psicanalisi, che un giorno ha
dovuto arrendersi: «La grande domanda alla quale non sono riuscito a rispondermi,
nonostante trenta anni di ricerche sull'anima femminile, è che cosa vuole una
donna!».
Sono solo alcuni esempi di "diversità"
'Diversità' che (si noti) non ha nulla a che fare con 'superiorità' o
'inferiorità'. Domandarsi se gli uomini sono superiori alle donne, è come
domandarsi se il cucchiaio è più importante della forchetta! Mascolinità e
femminilità sono due aspetti complementari: una duplicità che differenzia, ma
anche arricchisce l'unico 'genere' di fondo: il 'genere' umano.
Un mondo di soli uomini, come di sole donne, sarebbe un mondo monotono e piatto
come la pastasciutta in bianco che ha lo stesso sapore dappertutto!
PIETRE MILIARI
"Date una palla ad un gruppo di bambine e sempre la giocheranno con le
mani. Datelo ad un gruppo di maschi e la giocheranno con i piedi" (Sigmund
Freud, fondatore della psicanalisi, 1856-1939).
"Il matrimonio nasce dall'integrazione di due psicologie diverse,
quella femminile e quella maschile, necessarie, senz'ombra di dubbio, per la
crescita armoniosa dei figli" (Eugenio Borgna, psichiatra,
primario emerito dell'ospedale di Novara, 1930).
"Per equalizzare tutto, possiamo chiamare mele le pere, in modo da
cancellare ogni differenza tra i frutti?" (Vittorio Possenti,
filosofo vivente).
QUESTO DICO AL FIGLIO ADOLESCENTE
• Se la gallina non è un'oca, perché noi dovremmo essere uguali?
• Solo sul vocabolario 'successo' arriva prima di 'sudore'. Nella vita mai!
• Se vuoi mangiare la mandorla, devi rompere il guscio!
• Chi non lavora, resta mediocre.
• Si vive una volta sola: non ha senso passare giorni morti.
• Il successo è una scala a pioli: non puoi salirla con le mani in tasca!
Autore: Pino Pellegrino
Fonte: Il bollettino Salesiano aprile 2015
Paidòs Onlus
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parte dei bambini, SEMPRE