Paidos Onlus

Paidos Onlus
Paidos Onlus dalla parte dei bambini,SEMPRE

mercoledì 2 febbraio 2022

La bellezza è nelle piccole cose

Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati 

LA BELLEZZA E' NELLE PICCOLE COSE

A volte basta un pezzo di torta per rompere la monotonia di un pomeriggio, per ricreare il sapore di casa o di un ricordo 

Primo pomeriggio, in cucina risuona il rumore sommerso della lavastoviglie in funzione. L'aria è calma.

<<Ci sono solo due mele...ma tanto non se le mangiano>> mi dice A.

In mente già so...

<<Ma se facciamo la torta di mele?>>

<<Aaah sta diventando un vizio ora?>> Le dico sorridendo.

Da sola prende l'occorrente, mi chiede la temperatura del forno e lo imposta.

Io sbuccerò solo le mele.

La TV è ancora sul canale per la piccina che però non la considera minimamente. Ruba qualunque oggetto le capiti a tiro, dal cucchiaio, allo straccio. Emula tutto quel che ha intorno e ride, ride come una matta quando si accorge di essere al centro dell'attenzione.

A. Spolvera di cannella le mele. Il cucchiaio di legno si muove lento dall'alto verso il basso per non smontare l'impasto. Il profumo delle mele caramellate che sono nella teglia miste a quella cannella è sublime...L' odore della montagna di quando ero piccola riempie le mie narici e pregusto quel caro ricordo di boschi e aria pulita.

<<Nonna Chiara, ora ti addormenti anche in piedi>>.

Le do un pizzicotto sul fianco, teme il solletico più di ogni altra cosa. La sua risata riecheggia sovrastando i monologhi della bimba intenta a primeggiare fra le varie faccende culinarie. Si accorge di non essere al centro dell'attenzione e si unisce, tutta saltellando, a me nel tormentare i fianchi di questa sfrontata che ha osato darmi della vecchietta. Il viso paonazzo, i capelli in disordine e la ridarella in corso:

<<Basta, basta...ok ok sei giovane, giovanissima, giuro che non hai rughe, nemmeno di espressione, GIURO>>

<Aaaah ora si>>.

Il timer suona. Le teglie con le due parti del dolce sono sul davanzale per raffreddarsi. Ancora tiepida le due parti vengono unite da una pennellata abbondante di confettura di amarene.

Lo zucchero a velo si muove veloce coprendo candido la superficie della torta.

Si sente una porta che si apre.

<<È prontaaaaaaaa???>>

<<Ma tu non stavi riposando... non eri stanca anzi stremata dalla scuola?>>

<<Che c'entra, c'è la torta!...Questione di priorità. Due pezzi please>>

Il mio sopracciglio destro si eleva fino ai capelli...

Come naufraghe disperse nei meandri della casa accorrono tutte.

<<A. è deliziosa, davvero deliziosa>>

Un sorriso soddisfatto è l'epilogo del tutto.

Certe volte mi dico che non è il dolce in sé...ma quello che nel complesso riesce a creare.

Credo che la stanza più importante di tutta la casa sia questa cucina, quel forno e quello sbattitore...

Cosa un dolce è in grado di ricreare... è il sapore di una casa, di un ricordo, di quattro ragazze affamate dalla vita che si godono il loro pezzo di torta.

Dott.ssa Pittari Chiara

(Pedagogista, Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

 

Ogni mercoledì si rinnoverà l’appuntamento con

‘Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati’

 

Cos’è la rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi salvataggio indelebile, la messa al sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.

Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a sentirsi parte di una casa, parte di una famiglia

Un giorno abbiamo deciso di raccontare e di raccontarci per mostrare anche oltre le nostre mura, la bellezza di una giornata trascorsa assieme ai nostri compagni di strada, la paura verso i giorni che verranno, gli aneddoti divertenti dei giorni di sole e le tempestose giornate di pioggia.

mercoledì 26 gennaio 2022

Piccole pasticciere crescono in Casa famiglia

Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

        PICCOLE PASTICCIERE CRESCONO

I pomeriggi in Casa Famiglia sono sempre frenetici, ma quando una ragazza che di solito preferisce la solitudine ti fa una richiesta, non puoi non assecondarla 

Il turno di pomeriggio in casa famiglia inizia con l'analisi della giornata scolastica, a seguire il racconto frenetico di quanto accade in classe, il resoconto del comportamento dei compagni, e le lamentazioni adolescenziali generiche. A seguire l'educatore tenta l'opera di convincimento per sapere spontaneamente dei compiti prima di verificarli sul registro elettronico. 

Leviamo la tovaglia, si pulisce la cucina ed iniziano le richieste più assurde; di solito sulle uscite o tentativi vari per incastrare l'educatrice di turno con proposte su come conquistare il pianeta, vedersi di nascosto con compari ecc ecc.

Oggi però la richiesta è andata oltre l'uscita...

<<Chiara, facciamo le zeppole?>>.

Difficilmente avanza richieste lei...preferisce la solitudine ma non di recente. Ultimamente è così...diversa.

<<E certo che facciamo le zeppole!>> Rispondo.

Lei con la calma più docile si dedica alla realizzazione della pasta choux e della crema pasticcera. Di solito è sempre così inquieta...oggi invece è così pacata e delicata. La frusta accarezza le uova dolcemente, il limone riversa il suo profumo nella cucina che sa di buono, c'è un aria così calda ed accogliente. Il latte sfiora il bollore e dal forno emergono zeppole dorate e profumate.

Movimenti lenti muovono l'aria colma delle chiacchiere che la cucina rende inverosimilmente buone. In casa riecheggiano risate e parole. Sembra quasi che l'albero di natale sia stato sostituito dalla spensieratezza delle mie ragazze... è quella che illumina la casa ora.

La merenda si fa tutte assieme e senza che ci sia bisogno di richiami od altro. È la bontà ad attirare tutte a tavola.

Finito Natale ormai....i dolci all'orizzonte sono altri.

La botteghina del dolce sforna merende...

<<Maaaah che fame>>

E così sia.

Cosa fa l'educatore?

Lezione di oggi: coglie l'attimo.

Dott.ssa Pittari Chiara

(Pedagogista, Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

 

Ogni mercoledì si rinnoverà l’appuntamento con

‘Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati’

 

Cos’è la rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi salvataggio indelebile, la messa al sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.

Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a sentirsi parte di una casa, parte di una famiglia

Un giorno abbiamo deciso di raccontare e di raccontarci per mostrare anche oltre le nostre mura, la bellezza di una giornata trascorsa assieme ai nostri compagni di strada, la paura verso i giorni che verranno, gli aneddoti divertenti dei giorni di sole e le tempestose giornate di pioggia.

Raccontare è per noi un dono ed è prezioso perché permette di rivederci nello specchio e comprendere che vi è sempre da imparare, perché noi danziamo  e danziamo col vento.


mercoledì 19 gennaio 2022

La ninna nanna dell'educatore

Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

LA NINNA NANNA DELL'EDUCATORE

Mentre la Casa è nel suo momento di massima vitalità, la più piccola si prepara per la nanna con il nostro rituale di coccole, carezze e dolci ninna nanne

La casa è nel suo momento di massima vitalità; pulsa di ragazze affamate che pretendono la cena, vive di discorsi sulla mondanità dei pari, accoglie le chiacchiere , nate a letto prima di dormire, sul gossip generale. Si colora di pigiami morbidosi e pantofole quasi sempre dimenticate negli angoli di ciascuna camera. Il rumore pervade le stanze scuotendo le pareti dal silenzio del tardo pomeriggio. Ma in una stanza un pigiamino rosa richiama silenzioso l'ora della nanna. Un carillon si esibisce malinconico per la notte a cui dedica la sua serenata, una manina si muove nell'aria proiettando ombre di animali fantastici sul muro, l'altra si muove attorno al mio collo, rintanandosi fra i miei capelli. Due guancette si muovono allegre donando al volto minuto l'espressione serena di una bimba felice del suo piccolo mondo.

"Felice" mi dico mentre guardo quasi con disprezzo il suo fascicolo che severo e minaccioso si fa notare in tutto il suo tetro grigiore attraverso il vetro della libreria. Quelle carte non raccontano delle nostre fiabe, dei nostri castelli o dei conigli che si muovono dalle ombre delle nostre mani...ma lei è così piccina che non sa...Non sa.

Sfiora con la manina le mie guance, la fronte, le labbra e così pian piano quegli occhioni vispi diventano semi chiusi...piano, piano...il respiro si fa così lento, i miei capelli non sono più sfiorati da quel tocco delicato.

Canto, senza volerlo, una melodia che racchiude in poche parole il mio pensiero verso quella culla. Chissà se Gaber sapeva che in una stanza un giorno ci sarebbero state questa bimba, la sua risata e la sua... spensieratezza. Chissà se le sue parole sono per lei.

<<Shhh...>>

Dorme

La culla la accoglie, la stanza riposa con lei. Il carillon è fermo. Il silenzio interrotto dalle risate provenienti dalla cucina mi avvisa che è tempo di uscire dalla serenità ovattata di quella tenera tana e pensare alle grandicelle...

Canticchio a labbra strette mentre preparo la cena...

<<Non insegnate ai bambini la vostra morale.

È così stanca e malata...potrebbe fare male.

Non elogiate il pensiero

Che è sempre più raro

Non indicate per loro

Una via conosciuta

Ma se proprio volete

Insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini

Non divulgate illusioni sociali...

Raccontategli il sogno di

Un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini

Ma coltivate voi stessi il cuore e la mente

Stategli sempre vicini

Date fiducia all'amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo>>.

Dott.ssa Pittari Chiara

(Pedagogista, Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

 

Ogni mercoledì si rinnoverà l’appuntamento con

‘Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati’

 

Cos’è la rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi salvataggio indelebile, la messa al sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.

Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a sentirsi parte di una casa, parte di una famiglia

Un giorno abbiamo deciso di raccontare e di raccontarci per mostrare anche oltre le nostre mura, la bellezza di una giornata trascorsa assieme ai nostri compagni di strada, la paura verso i giorni che verranno, gli aneddoti divertenti dei giorni di sole e le tempestose giornate di pioggia.

Raccontare è per noi un dono ed è prezioso perché permette di rivederci nello specchio e comprendere che vi è sempre da imparare, perché noi danziamo  e danziamo col vento.

mercoledì 12 gennaio 2022

I genitori servono ancora?

 I GENITORI SERVONO ANCORA?

Le dotazioni native e le influenze ambientali hanno il loro peso ma, fino ad oggi, non si è ancora trovata altra strategia migliore per educare un uomo che quella di una coppia di bravi genitori.

Da qualche anno è in circolazione un libro della psicologa Judith Rich Harris: “Non è colpa dei genitori” che sembra fatto apposta per far discutere.
In esso la psicologa americana sostiene che, ormai, i figli imparano più fuori casa che in famiglia, più dai coetanei che dai genitori. Insomma i genitori conterebbero sempre meno: la crescita buona o meno buona dei figli dipenderebbe non già dal padre e dalla madre, ma dal codice genetico e dal contesto sociale.
Che dire? Ha ragione la Harris?

Intanto, per iniziare il dibattito, ecco la nostra opinione. «La Torre di Pisa pende dalla base»
Non c'è dubbio che nella formazione della persona umana intervengono più fattori: due di questi sono, appunto, il fattore ereditario e l'ambiente in cui ci si viene a trovare.
Nell'adolescenza, in particolare, il fattore 'gruppo' è fondamentale. In esso il ragazzo si sente protetto, deresponsabilizzato, fino a perdere, talora, la propria identità e ad assumere un 'io' collettivo.
Dunque il libro del quale stiamo discutendo ha, indubbiamente, una funzione positiva: serve a liberare i genitori dai sensi di colpa, come se un eventuale fallimento educativo dipendesse totalmente da essi.
Il che non è affatto vero! Ogni essere umano dipende anche dalla propria libertà, dalla propria coscienza.

Sì, aveva tutte le ragioni il cardinale Carlo Maria Martini (1927-2012) a domandarsi: “È forse colpa della sorgente se il corso del torrente si perde in un pantano?”.
Fin qui perciò possiamo essere d'accordo con il libro: “Non è colpa dei genitori”.
Però (andando più a fondo nell'analisi) vi è un risvolto che può essere grave e pericoloso.
Il lavoro della Harris può fornire un comodo alibi ai padri e alle madri per smettere d'essere genitori generativi, vale a dire genitori che continuano a far nascere i figli fino all'ultima sera della loro vita. Il che sarebbe da irresponsabili.
Da irresponsabili perché ancor oggi i genitori, lo vogliano o non lo vogliano, formano o deformano i figli.

È vero, ripetiamo, che l'eredità e il contesto sociale hanno una loro incidenza, ma il primo ambiente, il primo gruppo con cui il bambino viene a contatto è quello familiare proprio nei primi anni della vita nei quali si impianta lo zoccolo duro della nostra personalità.
La Torre di Pisa pende dalla base”. “Passati i primi sei anni è difficile mutar panni”, recitano due indovinati proverbi.
Per non dilungarci, la conclusione più razionale ci pare possa essere questa: ammesso pure che le dotazioni native e le influenze ambientali abbiano il loro peso, fino ad oggi non si è ancora trovata altra strategia migliore per educare un uomo che quella di una coppia di bravi genitori.
Ancor oggi continua ad aver ragione lo psicologo statunitense John Powell (1963) quando dice: “In certi casi può sembrare spaventoso, ma il nostro destino è nelle mani dei genitori. Noi siamo, tutti quanti, il prodotto di coloro che ci hanno amati o che si sono rifiutati di amarci”.

I genitori servono ancora?
I genitori d'oggi servono come quelli di ieri!
La differenza sta nel fatto che oggi il loro influsso è meno appariscente, ma non meno decisivo in quanto indelebile: padre e madre ce li portiamo 'dentro' per la vita intera.
Spazio permettendo, lo potremmo provare in lungo e in largo. Questa la nostra opinione sul ruolo fondamentale dei genitori anche nella nostra società digitale 2.2.

Genitori con la patente pedagogica a pieni punti.
1. Non perdono mai la capacità di produrre sorriso.
2. Sono seducenti, non seduttori.
3. Si ricordano d'essere stati pur essi bambini.
4. Lasciano che il figlio a sei anni si sbucci l'arancia da solo.
5. Non lo fanno crescere con il sedere nel burro.
6. Scrivono qualche volta sulla bocca: Chiusa per nervi.
7. Accettano pienamente il figlio, anche se non diventerà un cavallo di razza.
8. A parole d'oro non fanno seguire fatti di piombo.
9. Non fanno pensare che diventare adulti significhi diventare noiosi.
10. Hanno il cervello con le radici nel cuore.

Fonte: www.biesseonline.org

Autore: Pino Pellegrino

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

mercoledì 22 dicembre 2021

Mani

Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

MANI

Ogni turno in Casa famiglia inizia e finisce seguendo una propria filosofia...Si, vero. Finanche il turno iniziato nel modo peggiore...si rivela in tutta un'altra valenza.

Ogni turno inizia e finisce secondo una propria filosofia.

Ci sono turni come quello di stasera che incominciano fra mani che sbattono contro il muro per la rabbia, mani che si scagliano con forza contro i mobili che diventano, durante un litigio, acerrimi nemici del libero spazio e della propria libertà. Mani che gesticolano minacciose e raccontano con i gesti di litigi, di rabbia contro gli adulti, contro un mondo che non sembra accorgersi di queste ragazze. Mani che provocano reazioni, mani che strattonano. Mani che smuovono frettolosamente i capelli, che si stringono attorno al proprio corpo quasi a difenderlo...mani che stringono forte un'altra mano; mani che accarezzano...

Mani che rimettono da sole a posto i mobili, mani che ripuliscono.

Nella stanza degli educatori mani delicate coprono, con cura minuziosa col delicato lenzuolino, i pupazzetti di peluche affinché siano protetti dal freddo, e non ci si addormenta finché non sono ben al caldo e coperti.

Nella cucina mani sapienti sfiorano la pasta per piadine fatte in casa delicatamente...con così tanta cura e di propria iniziativa.

A tarda sera mani frettolose si muovono sul cellulare per ricercare la foto dell'abito perfetto per il compleanno fatidico dei 18 anni.

Ogni turno inizia e finisce seguendo una propria filosofia...Si, vero. Finanche il turno iniziato nel modo peggiore...si rivela in tutta un'altra valenza.

Ognuna fra queste mani, da quella più apparentemente forzuta alla manina più piccina... racconta la vita di bimbe e ragazze che sono la parte più intima e preziosa di questa casa...

Mani che scrivono

...di quel che hanno il privilegio di raccontare...

Dott.ssa Pittari Chiara

(Pedagogista, Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

 

Ogni mercoledì si rinnoverà l’appuntamento con

‘Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati’

 

Cos’è la rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi salvataggio indelebile, la messa al sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.

Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a sentirsi parte di una casa, parte di una famiglia

Un giorno abbiamo deciso di raccontare e di raccontarci per mostrare anche oltre le nostre mura, la bellezza di una giornata trascorsa assieme ai nostri compagni di strada, la paura verso i giorni che verranno, gli aneddoti divertenti dei giorni di sole e le tempestose giornate di pioggia.

Raccontare è per noi un dono ed è prezioso perché permette di rivederci nello specchio e comprendere che vi è sempre da imparare, perché noi danziamo  e danziamo col vento.

mercoledì 8 dicembre 2021

Compleanno di una educatrice in Casa Famiglia

 Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

COMPLEANNO IN CASA FAMIGLIA…PARTE SECONDA

Quando a festeggiare è l’educatrice e a preparare la sorpresa sono le ragazze della Casa


Il fatto è che questo compleanno è scivolato via velocemente ed io non me ne sono neppure resa conto.

Un gruppo di persone meravigliose mi ha preparato una sorpresa: stasera per cena c'era un tiramisù, una pizza e le patatine fritte.

Palloncini rosa, volti sorridenti, la porta della cucina che si spalanca ai miei occhi rivelandomi anche quest'anno tanta bellezza.

L'anno scorso trovai sul tavolo un braccialino con le stelline e mi ha portato tanta fortuna. Quest'anno una collana con una casa, una bacchetta magica ed un cuore <<mi ricordava Alice nel paese delle meraviglie e quindi te>> dice una fra le bimbe qui.

Ora più mai credo che io mi senta davvero e proprio come Alice:

Alice persa alla ricerca di un bian coniglio, che cade in un burrone, in cui tutto è sotto sopra...

Mi sento come Alice che tinge le rose bianche, mi sento come Alice fra le tazze di tè e 364 "non compleanni", mi sento come Alice che continua flebilmente a sognare, Alice che è triste perché il sentiero spesso si cancella. I 30 anni sono strani; da adolescente uno attende di avere questa età per vederci più chiaro, per sentirsi potente. Eppure non mi sono mai sentita più fragile di così. Sarà questa l'adultità...? Poche certezze, libri nel cassetto, un cane sul letto, un fazzoletto sotto il cuscino.

Mi guardo attorno e penso che il tavolo di questa casa famiglia sta vedendo crescere non solo queste ragazze ma anche me. Sta vedendo anche me cambiare giorno dopo giorno. Quest'anno questo tavolo mi ha vista cambiare rotta, invertire le mappe, svoltare verso l'oceano. Seconda stella a destra, questo è il cammino.

Credevo di essere come Novecento incapace di scendere dalla sua nave. Eppure a 29 anni scelsi di gettarmi da quella scaletta.

Andai oltre le note di un pianoforte.

<<Esprimi un desiderio>> come Harry Potter il giorno del suo undicesimo compleanno, mi dico.

Le candeline disegnano scie grigie sull'aria.

Speriamo...mi dico io.

Un gruppo dolcissimo, quello di stasera, un tiramisù degno di Nonna Rosa, uno sguardo adulto che consola.

Questo compleanno è stato diverso da quel che credevo.

Grazie a tutti per gli auguri.

Dott.ssa Pittari Chiara

(Pedagogista, Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

 

Ogni mercoledì si rinnoverà l’appuntamento con

‘Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati’

 

Cos’è la rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi salvataggio indelebile, la messa al sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.

Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a sentirsi parte di una casa, parte di una famiglia

Un giorno abbiamo deciso di raccontare e di raccontarci per mostrare anche oltre le nostre mura, la bellezza di una giornata trascorsa assieme ai nostri compagni di strada, la paura verso i giorni che verranno, gli aneddoti divertenti dei giorni di sole e le tempestose giornate di pioggia.

Raccontare è per noi un dono ed è prezioso perché permette di rivederci nello specchio e comprendere che vi è sempre da imparare, perché noi danziamo  e danziamo col vento.

mercoledì 1 dicembre 2021

Compleanni in Casa Famiglia

 Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

COMPLEANNI IN CASA FAMIGLIA

Spesso i nostri ragazzi non sono abituatati ad una sorpresa, ad una festa, a qualcuno che si dia da fare per loro o per rendere piacevole quel giorno…ma ogni compleanno è speciale.

Ogni compleanno per un ragazzo della casa famiglia è speciale.

È speciale perché certe volte ci si rende conto del fatto che spesso i nostri ragazzi non sono abituati alla sorpresa che una semplice festa comporta. Non sono abituati ad un biglietto d'auguri, ad una torta, al caos che un degno compleanno richiede. Ogni compleanno in casa famiglia è speciale perché una ragazza sorride e si sente al centro dell'attenzione. Ogni compleanno vede ragazzi ed educatori sedere a tavola e gioire assieme, per quel breve momento di pausa dalla frenetica e complessa vita che si muove fra il dentro ed il fuori di queste pareti. Nel principio di un turno in balia delle onde di ribellione adolescenziale un'educatrice meravigliosa ha tirato fuori mille rustici dal forno in pochi attimi, il presidente si è presentato con le patatine, a me è toccata la torta. Ogni educatore collabora come in una famiglia e ci si rispetta per il lavoro di improvvisazione, di inventiva e la spinta rivoluzionaria che ci porta ad affrontare ogni singolo turno, la rivoluzione di cercare di adattare ed affinare noi stessi, la nostra umanità e la nostra competenza per servire questi ragazzi. Ognuno fra loro sa che quegli educatori saranno al loro fianco.

"Non sono abituata a queste cose" spesso dice lei...

Un abbraccio:

"Buon compleanno...non sei sola, non sei sola"

Dott.ssa Pittari Chiara

(Pedagogista, Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

 

Ogni mercoledì si rinnoverà l’appuntamento con

‘Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati’

 

Cos’è la rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi salvataggio indelebile, la messa al sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.

Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a sentirsi parte di una casa, parte di una famiglia

Un giorno abbiamo deciso di raccontare e di raccontarci per mostrare anche oltre le nostre mura, la bellezza di una giornata trascorsa assieme ai nostri compagni di strada, la paura verso i giorni che verranno, gli aneddoti divertenti dei giorni di sole e le tempestose giornate di pioggia.

Raccontare è per noi un dono ed è prezioso perché permette di rivederci nello specchio e comprendere che vi è sempre da imparare, perché noi danziamo  e danziamo col vento.