Paidos Onlus

Paidos Onlus
Paidos Onlus dalla parte dei bambini,SEMPRE

mercoledì 16 marzo 2022

Stasera non ci importa di quello che accade fuori

Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

STASERA NON CI IMPORTA DI QUELLO CHE ACCADE FUORI

Fuori è freddo...ma non qui. Qui non ci importa di quello che accade oltre le nostre pareti, qui siamo protette. La casa, la nostra casa, è così calda e serena e per una volta non vogliamo pensare a niente. 

Il tempo fuori è cupo, freddo. La pioggia spinge le sue goccioline sui vetri delle finestre che diventano bagnate e gelide. Il tepore della casa riscalda la vetrata interna creando condensa che annebbia la vista sulla strada. La cucina risuona di rumori di stoviglie e pentole. Sulla spianata di legno una delle ragazze crea. Le mani spingono e accarezzano la pasta, la smuovono in serpentelli lunghi che vengo tagliuzzati e lavorati fino a formare buffi cappelletti irregolari in principio ma sempre migliori di volta in volta. Il pranzo di domani già prende la sua golosa forma all'interno di questa cucina. I telefoni sono accesi; chi è in videochiamata e parla, chi ascolta musica mentre si asciuga i capelli dopo la doccia calda. Il forno ospita la pizza il cui profumo inonda la casa alla minima apertura del forno rovente. La tovaglia è posta: bicchieri, posate è tutto pronto.

<<RAGAZZEEEE, a tavola>> grido nella speranza che mi sentano nel vario trambusto tecnologico.

C'è chi aggiunge in coda alla mia frase:

<<Spicciatevi che ho fameeeeeeeee>>

Esseri famelici occupano la cucina un tempo calma e silenziosa.

Le sedie prendono vita, mosse lontane e vicine al tavolo da mani frenetiche. Il banchetto stesso è pieno di vita. I telefoni, pochi attimi prima in piena attività, sono ora posati silenziosi sul mobile vicino alla TV spenta.

Fuori è freddo...ma non qui. Qui non ci importa di quello che accade oltre le nostre pareti, qui siamo protette. La casa è così calda e serena.

A tavola si parla di guerra, si fanno ragionamenti, domande.

La cucina accoglie le opinioni di tutte silenziosa.

Dopo un po' la voce che di solito serpeggia annoiata e lenta fra le stanze della casa risuona, rompendo quella serietà che il racconto bellico esige, come una campanella squillante.

<<Ci vediamo il film horror insieme??! Ma uno da brividi...? Mettiamo le coperte, ci mettiamo tutte vicine. Vedi che è bella la pioggia in fondo>>

C'è sempre qualcosa da fare qui...queste ragazze stasera si sentono a casa...ed io con loro.

Dott.ssa Pittari Chiara

(Pedagogista, Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

 

Ogni mercoledì si rinnoverà l’appuntamento con

‘Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati’

 

Cos’è la rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi salvataggio indelebile, la messa al sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.

Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a sentirsi parte di una casa, parte di una famiglia

Un giorno abbiamo deciso di raccontare e di raccontarci per mostrare anche oltre le nostre mura, la bellezza di una giornata trascorsa assieme ai nostri compagni di strada, la paura verso i giorni che verranno, gli aneddoti divertenti dei giorni di sole e le tempestose giornate di pioggia.

Raccontare è per noi un dono ed è prezioso perché permette di rivederci nello specchio e comprendere che vi è sempre da imparare, perché noi danziamo  e danziamo col vento.

mercoledì 9 marzo 2022

L'importanza di avere una Casa...Famiglia

Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati 

L’IMPORTANZA DI AVERE UNA CASA…FAMIGLIA

‘Ripenso spesso a quanto deve valere il calore di qualcuno che ti protegge...che ti accarezza quando si ha paura... Un folle distrugge case, le stesse case che ci hanno protetti durante la pandemia. Credevo avessimo compreso il valore immane della parola "casa"...le mie ragazze ne hanno contezza. Per loro il termine "casa" vale così tanto...per altri invece così poco...tanto poco da dedicarci fuoco ed esplosioni.’

 

La TV è accesa da stamattina, non ho resistito. In cucina non si sentono le canzoni e la musica che di solito faccio partire quando cucino. La domenica mattina di solito mi piace ascoltare Venditti, mi riporta indietro nell'infanzia; oggi però non mi andava. La TV racconta dell'attacco di questi giorni, di città assediate, di sparatorie e missili lanciati a danno di civili innocenti. Ci sono immagini di metro affollate di persone che non attendono più banalmente il treno che arriva per portarli da una parte all'altra della città come pochi giorni prima. La gente è rintanata lì sotto nell'attesa che finisca quel rumoroso inferno che vi è oltre quelle scale, lì su quella superfice un tempo serena, oberata di gente che si affanna per recarsi a lavoro... a scuola. La TV racconta di paesi che a tentativi avanzano fra colpi di diplomazia fallita e cauta belligeranza, nel terrore dello scoppio di una guerra mondiale...

MONDIALE mi dico....mondiale.

Carrarmati, fucili d'assalto, edifici distrutti dalle traiettorie spietate dei missili. Appartamenti comuni distrutti...

Penso ai proprietari che vedono sul proprio telefono le immagini del proprio edificio ridotto ad un cumulo di macerie, perforato dalla smania omicida di un folle e dei suoi folli progetti. La foto del matrimonio, la coperta del lettino del proprio figlio, il quadretto del diploma o della laurea... chissà cosa c'è rimasto in quello squarcio grigiastro. Una fitta allo stomaco mi pervade, ripenso alla mia casa; al valore immenso che ogni singolo oggetto ha per la mia mamma, per il mio papà. I ricordi e i sacrifici di una vita...cosa proveremmo noi nel riconoscere in quelle macerie la nostra casa?

Sono talmente in sovrappensiero, che non mi accorgo che il polpettone ormai ha preso una forma perfetta a furia di essere sistemato ed avvolto nella sua carta forno. Non mi sono accorta neppure del rumore delle porte delle camere che preannunciano il risveglio delle mie ragazze. Prima entra lei...ha gli occhi un po' gonfi, come se avesse pianto.

<<Ehi...>> Il suo sguardo si muove dalle patate che cuociono nel forno, al polpettone sul tavolo. Si muove lenta, si siede, prende della cioccolata dalla dispensa e la mangia lentamente, quasi stesse nutrendo più l'animo che lo stomaco ( ripenso alla scena di Harry Potter quando il professor Lupin donava del cioccolato a Harry dopo l'incontro con i dissennatori).

Il suo sguardo ora è posato sul televisore e piano piano si muove verso di me.

<<Ho avuto un incubo>>

Cerco attentamente le parole da dire e da NON dire:

<<Di nuovo mamma e papà...?>>

Annuisce debolmente.

<<I litigi...come la guerra>>.

Gli occhioni verdi sbirciano le immagini alla TV.

Man mano racconta il suo sogno. Non è facile per una ragazza così giovane...in fondo non è facile per nessuno fare sogni così paurosi come questi... ahimè così maledettamente veri.

<<I litigi, questo sanno fare i grandi...come qui>> il suo dito indica la presentatrice del telegiornale.

<<Si litiga nel mondo e...dentro me. Sono pazzi questi adulti. Guarda, vedi quei signori nella metro. E se mettono una bomba li? Esplodono...anche i bambini! Come la mia sorellina. Sono PAZZI...come i miei. Andrebbero educati tutti! Tutti!>>

Lei è una giovanissima adolescente e di cose brutte ne ha viste tante...

Qualche giorno fa maneggiava il depliant con i colori della vernice che dobbiamo comprare, sceglieva la sfumatura di colori che vorrebbe per la sua casa. Il dito passava sul lilla, sul rosa, su colori pastello. Sceglieva i colori del suo mondo. Un mondo luminoso, chiaro sereno...dipingeva nella sua mente la sua casa ideale, piena dei suoi affetti, dei suoi vestiti, dei suoi disegni...

<<Questo mondo è nero...>> Finisce così il suo monologo.

Ripenso all'altro turno ancora...quella mattina la piccina aveva avuto un incubo. Era rimasta in braccio per quasi un'ora...

Pensai a quanto deve valere il calore di qualcuno che ti protegge...che ti accarezza quando si ha paura...

Ripenso a quella scena, ai colori di quel depliant, osservo questa casa che ormai è preziosa come un album di ricordi per me.

Un folle distrugge case, le stesse case che ci hanno protetti durante la pandemia. Credevo avessimo compreso il valore immane della parola "casa"...le mie ragazze ne hanno contezza. Per loro il termine "casa" vale così tanto...per altri invece così poco...tanto poco da dedicarci fuoco ed esplosioni.

Spengo la TV, faccio partire la musica. Un po' alla volta entrano in cucina per sbirciare il pranzo, per fare colazione... Parliamo, ridiamo. Ma La guerra è lì, in quel televisore spento.

Chiederei a quei "grandi" piccoli uomini della terra...di ascoltare quello che per le mie ragazze è il valore del calore di una casa.

Gli adulti...si, mi è stato insegnato che anche loro devono essere rieducati.

Nel 2022 si parla di guerra mondiale...come quella dei miei libri ed io ho paura...

Ancora una volta è la casa a proteggerci dal buio...se solo imparassimo a prenderci cura di questo mondo...

Un po' di malinconia mista ad angoscia mi assale. Continuo fra il cambio delle lenzuola...continuo a cucinare...

La chiamavano: "Casa-Famiglia".

Che siano sinonimi in fondo questi due termini?...credo proprio di si.

Qualcuno dovrebbe far capire questo significato a chi pensa solo alla guerra...la supremazia dei folli è pericolosa e fa paura e queste ragazze di folli ne hanno già conosciuti troppi...direi che potrebbe bastare così.

 

Dott.ssa Pittari Chiara

(Pedagogista, Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

 

Ogni mercoledì si rinnoverà l’appuntamento con

‘Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati’

 

Cos’è la rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi salvataggio indelebile, la messa al sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.

Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a sentirsi parte di una casa, parte di una famiglia

Un giorno abbiamo deciso di raccontare e di raccontarci per mostrare anche oltre le nostre mura, la bellezza di una giornata trascorsa assieme ai nostri compagni di strada, la paura verso i giorni che verranno, gli aneddoti divertenti dei giorni di sole e le tempestose giornate di pioggia.

Raccontare è per noi un dono ed è prezioso perché permette di rivederci nello specchio e comprendere che vi è sempre da imparare, perché noi danziamo  e danziamo col vento.

martedì 1 marzo 2022

La guerra è già arrivata nelle nostre case

Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

FORSE LA GUERRA E’ GIA’ ARRIVATA ANCHE NELLE NOSTRE CASE

Fin da piccoli spesso impariamo che la rabbia e la delusione possono passare solo attraverso la violenza fisica. Come insegnare invece il rispetto degli altri, della società e di se stessi? 

Solo qualche giorno fa: “Francy! Ma secondo te scoppierà la guerra? Arriverà anche qui?”…Eravamo sedute a tavola si parlava di quanto stesse succedendo nel mondo o di quello che sarebbe potuto succedere da lì a breve. Pensavo alle conseguenze che una guerra porta con sè, crisi economiche (questa in realtà già c’è), problemi sanitari (anche questa possiamo spuntarla, “ce l’abbiamo”), violenza, separazioni, lutti, traumi, sofferenza…le guerre hanno ripercussioni sugli adulti, ma soprattutto su bambini e ragazzi (mancanze, sofferenze e separazioni i nostri ragazzi le hanno già dovute subire). Alcuni dicono che a volte serve per portare la pace, per liberare…ma quegli ormai impolverati libri di storia mi hanno insegnato altro, la guerra è il fallimento dell’ascolto, del dialogo e della comunicazione a favore del vantaggio di uno o di pochi. Oggi mi ritrovo con una collega davanti ad un gruppo di ragazzi a cercare di mediare un litigio tra adolescenti, cerchiamo di capire le motivazioni, i fatti avvenuti, cerchiamo di creare un clima di ascolto, il rispetto delle regole della comunicazione, ma soprattutto il rispetto di ogni individuo in quanto persona. Arriviamo a sentire la parola “Scusa”, dette con difficoltà e forse non sentite profondamente, nonostante questo vengono pronunciate, forse una piccola parte di loro ha capito che a prescindere da tutto ci sono dei limiti che non vanno superati? Lo spero! Educare significa anche questo, rispondere al bisogno dei limiti che hanno i bambini e i ragazzi. Non è un dovere, è un loro bisogno avere dei limiti.

Ci accorgiamo però che dall’altra parte non si aveva voglia di un chiarimento, di aprire un dialogo, ma c’era voglia di una regolazione di conti, di un occhio per occhio dente per dente. Tu mi hai dato degli appellativi poco carini io te ne do di più, tu mi hai tirato i capelli io te li tiro a mia volta e così via…insomma lì in campo c’era tanta tanta voglia di dar sfogo alla rabbia e FORSE non solo a quella. Ad un certo punto, con calma, sento pronunciare frasi che mi fanno riflettere “Mia madre mi dice sempre: “se fai qualcosa che non devi fare… poi ti prendi pure il resto!”…”Se sai che poi le prendi per paura, poi non le fai più certe cose.”

Quindi il messaggio che passa è che la frustrazione, la rabbia e la delusione possono passare solo attraverso la violenza fisica. Un’azione intenzionata a ledere l’altro non va compiuta perché l’altro comunque va rispettato in quanto persona, ma per paura di avere io stessa il cosiddetto ‘paliatone’. E quando questi nostri figli saranno più alti e più forti di noi genitori, tanto da poter creare un’inversione di ruolo? Quale strategia sarà utile usare per insegnarli il rispetto degli altri, della società e di se stessi?! Forse la guerra è già arrivata! Noi però nell’ascolto, nel rispetto e nella comunicazione ci crediamo e continuiamo a seminarli anche lì dove il terreno sembra arido…anche nel deserto possono nascere fiori. Le luci sono spente…dormono tutte e nel silenzio della casa un ritornello mi risuona nella testa:

…I fiori nel deserto/

 a volte nascono/

pensavo non fosse così/

i fiori nel deserto a volte sbocciano/

sconfiggono sabbia e polvere… (cit. Max Pezzali I fiori nel deserto)

Dott.ssa Russo Francesca

(Psicologa, Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

 

Ogni mercoledì si rinnoverà l’appuntamento con

‘Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati’

 

Cos’è la rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi salvataggio indelebile, la messa al sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.

Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a sentirsi parte di una casa, parte di una famiglia

Un giorno abbiamo deciso di raccontare e di raccontarci per mostrare anche oltre le nostre mura, la bellezza di una giornata trascorsa assieme ai nostri compagni di strada, la paura verso i giorni che verranno, gli aneddoti divertenti dei giorni di sole e le tempestose giornate di pioggia.

Raccontare è per noi un dono ed è prezioso perché permette di rivederci nello specchio e comprendere che vi è sempre da imparare, perché noi danziamo  e danziamo col vento.


mercoledì 23 febbraio 2022

Quel cambiamento che si chiama crescita

Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

QUEL CAMBIAMENTO CHE SI CHIAMA CRESCITA

Sono trascorse mille udienze eppure ogni volta è come se fosse la prima, non ci si abitua mai. Mille domande, interrogativi, le paure, i dubbi e io che dico ad una ragazza che non deve cambiare perché ha sbagliato, deve solo prepararsi ad essere autonoma, indipendente, una mente pensante, una donna in grado di non lasciarsi influenzare, una donna con polso, una persona in grado di dire grazie, di chiedere scusa, di ricercare le verità del mondo.

Giorno d'udienza...

<<Chiaraaaaaa...Ma a me quando tocca???? Ma è normale che devono parlare così tanto gli adulti? Come minimo dovrei iniziare IO a parlare, ne ho di cose da dire>>

Le spiego come ad ogni udienza che parlano prima i servizi, si spiega la situazione, poi i minori e così tutto il resto.

<<Allora, io mangio ora. Ti prego cucina ora perché ho fame sennò pranzo tardi e non ho voglia di mangiare tardi per colpa loro>>

Nel gergo dei nostri ragazzi quando si parla di "loro" in quel tono ci si riferisce ai genitori.

Il mio inizio turno oggi è stato questo. La scena si apre, dopo il passaggio delle consegne, con la vista di una ragazza vestita e truccata di tutto punto, sistemata in ogni suo dettaglio tranne che per le scarpe, indossa le sue pantofoline di peluche.  Sono trascorse mille udienze eppure ogni volta è come se fosse la prima, non ci si abitua mai. Lei è diventata calma nel doverle affrontare, molto seria eppure la prassi che la rappresenta è la medesima ogni volta. Mille domande, interrogativi, vari. Le paure, i dubbi, le sicurezze su quel che bisogna assolutamente dire. Vedo la sua testa andare in fumo per quanti pensieri bruciano in quel calderone di idee, ricordi e previsioni finemente calcolate che sa potrebbero svanire in pochi attimi. Mangia la sua pasta a grandi cucchiaiate, finendola in pochi bocconi. Il piatto ormai desolato la osserva vuoto e malinconico mentre lei intanto beve l'acqua così velocemente che sembra scomparire in un secondo tanto velocemente viene risucchiata dai suoi grandi sorsi. Posa i piatti in lavastoviglie. Si volta.

<<Tu resti?>>

Ma la risposta la conosce già, la sua domanda oscilla già fra la rassegnazione e la consapevolezza.

<<No, io devo aspettare fuori, non posso assistere, devi esserci solo tu quando parli >>

<<Non dovrei farle io le udienze, dovrebbero farle loro...che poi LORO sono il problema, io in fondo che ho fatto?>>

Lo sguardo arrabbiato sembra posarsi sul tavolo che temo possa sgretolarsi a furia di essere guardato a quel modo, poi si placa. Un velo di preoccupazione oscura quegli occhi così meravigliosamente belli. Poi un attimo di silenzio, si osserva i pantaloni.

<< Così che dici come sto?!! >>

Il fatto è che fa spavento per quanto sia bella, quel misto di adultità forzata e dolce fanciullezza la rendono così forte, ma al tempo tanto fragile. Il suo sguardo si aggancia al mio, e non da segnali di volersi discostare.

<<Stai benissimo. Ascolta, tu ora per quanto ti sia possibile rilassati, racconta quel che pensi, molto semplicemente. Sai già cosa dire dopotutto e non dirmi che non è così>>

<<Ma non capisci, devono cambiare loro! Io sono così e così rimango>>

... Le braccia incrociate sembrano voler porre fine una volta per tutte al discorso. Ma gli occhi, quelli dicono altro..

<<Sugli altri non puoi comandare tanto meno puoi sovvertire l'ordine del mondo. TU puoi nel tuo apporre i cambiamenti insiti nel TUO percorso di crescita. Non lo fai per loro, lo fai per te. Per diventare grande in maniera differente, per essere ragazza, un domani donna in maniera differente. Quello che stai facendo tu ora è la normalità nella più ardua fra le complessità. Il tuo cambiamento si chiama "crescere" solo che lo stai facendo in una casa differente, con persone differenti, in un contesto differente. Concentrati su di te, sulla tua storia, sul tuo presente e sul tuo futuro. Allora che si fa? Perché questa è la tua storia devi essere così anche tu? No, questo è quello che ti viene richiesto, di discostarti da questa strada, da questi intrighi.

A te, a differenza loro, non è richiesto di cambiare perché hai sbagliato. A te è richiesto di prepararti ad essere autonoma, indipendente, una mente pensante, una donna in grado di non lasciarsi influenzare, una donna con polso, una persona in grado di dire grazie, di chiedere scusa, di ricercare le verità del mondo, di non lasciarsi andare se non alla bellezza di una canzone o di un tramonto. A te è richiesto di progettare il tuo futuro, di vivere per quanto sia possibile il presente, è richiesto di imparare a sognare, è richiesto di imparare a capire che non hai imparato abbastanza, ecco a che ti serve la scuola che snobbi così facilmente. A te è richiesto di imparare a riconoscere le tue emozioni, a comprenderle. A te è richiesto di diventare grande... perché è così che deve essere...ma rimanendo te stessa nella tua essenza. In sostanza ti è chiesto di diventare chi già sei nel modo migliore possibile. Pensi di poterlo fare?>>

A queste mie parole, in mente si presenta uno squarcio di ricordo. Un piccolo quaderno rosso, colmo di appunti universitari...erano le prime lezioni di Pedagogia generale, la mia penna nera correva veloce sul foglio per non perdersi neppure una parola spiegata in fretta dalla professoressa. Sento ancora l'eco della sua voce <<educare, educere...tirar fuori>>

Pochi istanti di silenzio...

Poi guardo il forno e penso...

<<Ora pensa solo a parlare di te, a dire quello che senti, che provi...poi per merenda facciamo i bignè>>

Lei è troppo stanca per affaccendarsi in cucina...così l'altra ragazza  di buon grado (e santa direi, specie oggi) impasta, mescola, cuoce inforna e farcisce...

Lo sguardo è più sereno...

Chissà che sarà...

Fiorella Mannoia mi sussurra la canzone che proviene da un lontano angolo della mia mente:

"E tutti i figli insieme a purificare

E i nostri destini ad incontrare

Perfino il Padreterno da così lontano

Guardando quell'inferno dovrà benedire

Quel che non ha governo né mai ce l'avrà

Quel che non ha vergogna né mai ce l'avrà

Quel che non ha giudizio

Ah che sarà, che sarà"

Mi dico che le canzoni facciano parte del mondo dell'educazione, ce n'è una per ogni situazione.

Ritorno alla realtà, mi capita spesso di evadere con la mente.

La donna adulta del pranzo è scomparsa per qualche minuto, una bambina è rientrata nella sua adolescenza. Si sente lo scatto della sua porta, un getto di luce squarcia il buio del corridoio.

<<Sono pronti?????? Aaaah si che sono pronti>>.

Si tira su le maniche neanche dovesse lanciarsi in una impresa. La dimensione dei bignè gioca a suo favore. Sono così piccoli che uno tira l'altro...( Concetto confermato largamente anche dai colleghi mentre si preparano ad addentarli)

<<Oh...ora sono sazia>>

Durerà per mezz'ora la sua sazietà...

È arrivato il cambio turno, do le consegne, saluto e vado. Intanto penso... 

Dott.ssa Pittari Chiara

(Pedagogista, Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

 

Ogni mercoledì si rinnoverà l’appuntamento con

‘Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati’

 

Cos’è la rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi salvataggio indelebile, la messa al sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.

Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a sentirsi parte di una casa, parte di una famiglia

Un giorno abbiamo deciso di raccontare e di raccontarci per mostrare anche oltre le nostre mura, la bellezza di una giornata trascorsa assieme ai nostri compagni di strada, la paura verso i giorni che verranno, gli aneddoti divertenti dei giorni di sole e le tempestose giornate di pioggia.

Raccontare è per noi un dono ed è prezioso perché permette di rivederci nello specchio e comprendere che vi è sempre da imparare, perché noi danziamo  e danziamo col vento.

mercoledì 16 febbraio 2022

Domeniche in Casa Famiglia

Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

DOMENICHE IN CASA FAMIGLIA

La cucina prende il profumo di pomodoro, aglio, pasta lievitata, farina. Sul fornello la besciamella per i cannelloni cuoce lenta con i suoi puntini di noce moscata. La crema pasticcera inizia ad addensarsi, la panna si monta vanitosa e  nel frattempo si chiacchiera, si chiacchiera e si chiacchiera ancora.

Quando c'è il turno della domenica, è come se la testa si risvegliasse di mille idee per le ragazze. Al turno precedente pongo la fatidica domanda:

<<Che volete per pranzo domenica?>>

Putiferio:

<<Cannelloni!!!>>

<<No, pasta fresca con pomodoro e basilico>>

<<Cotolette>>

<<Fai le patate al forno tue?>>

<<Che dolce faiiiiii? Fai il dolce vero??!! FAI il dolce ti pregoooo>>

Così prima di attaccare il turno, sei al supermercato e pensi a quelle fetenti e il carrello si riempie di basilico, lamponi, rosmarino ed altro. E tutto vien da sé.

Attacchi il turno. Ovviamente il pensiero è lì! Alle cotolette!

Pensiero aggravato dalla cena imminente.

"Adolescente tipo" affronta il sabato così di solito: <<non c'è niente per cena! Compriamo la pizza???!>>

Al supermercato quel basilico ci aveva proprio preso.

<< Meh prendi la ciotola che la facciamo noi la pizza>>

E così la cucina prende il profumo di pomodoro, aglio, pasta lievitata, farina. Sul fornello la besciamella per i cannelloni cuoce lenta con i suoi puntini di noce moscata. La crema pasticcera inizia ad addensarsi, la panna si monta vanitosa, la pasta in forno lievita al caldo. Il sugo al basilico per la pizza fa le bolle sotto il suo coperchio, smuovendolo sbruffone di tanto in tanto. Burro e farina diventeranno giganteschi bignè fra poco...intanto la cipolla il sedano e le carote si uniscono al macinato per il sugo che deve pippiare lento nel suo pentolone.

Nel frattempo si chiacchiera, si chiacchiera e si chiacchiera ancora...

<<Domani ingrasseremo 20 kg>> dice ridendo.

<<A me piace proprio cucinare, mi rilassa>> dice mentre trita sapientemente il misto per il sugo come ha imparato a fare a scuola.

<<Un giorno avrò una cucina mia, poi vieni a mangiare? Magari lavoro a Parigi...poi vieni a mangiare nel mio ristorante ovviamente, ti siedi e ti preparo>>

Pregusto il buono immenso di queste parole...sorrido.

<<Ovviamente non pago se vengo! Faccio l'ospite>>

Diventa seria: <<No, paghi perché dici sempre che non devono esistere i favoritismi>>

Mannaggia alla mia boccaccia!!!

Lei è così assorta. Sta cucinando da quasi un'ora e mezza.

<<Mi sa che so cucinare meglio di te ora!....vecchietta>>

Mi ha richiamato vecchietta porca miseria e penso alla crema antirughe.

<<Poi portiamo i curriculum in giro?>>

Il cuore fa un tonfo.

<<E certo...purché non mi chiami più vecchietta>>

Si sta avvicinando il momento anche per lei...

Chissà che ci riusciamo un giorno.

Un lavoro, una casa...la sua indipendenza.

Virginia Woolf e la sua "Stanza tutta per sé" mi vengono in mente ogni volta che si parla del futuro di queste ragazze.

Noi cuciniamo...domani avremo tantissima fame.

Dott.ssa Pittari Chiara

(Pedagogista, Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

 

Ogni mercoledì si rinnoverà l’appuntamento con

‘Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati’

 

Cos’è la rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi salvataggio indelebile, la messa al sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.

Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a sentirsi parte di una casa, parte di una famiglia

Un giorno abbiamo deciso di raccontare e di raccontarci per mostrare anche oltre le nostre mura, la bellezza di una giornata trascorsa assieme ai nostri compagni di strada, la paura verso i giorni che verranno, gli aneddoti divertenti dei giorni di sole e le tempestose giornate di pioggia.

Raccontare è per noi un dono ed è prezioso perché permette di rivederci nello specchio e comprendere che vi è sempre da imparare, perché noi danziamo  e danziamo col vento.


mercoledì 9 febbraio 2022

Cambiamento di prospettiva

Rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

CAMBIAMENTO DI PROSPETTIVA

Quando cresci, ti accorgi di aver cambiato prospettiva, ma per fare l'educatore, non bisogna mai crescere del tutto ed essere sempre pronti a cercare asteroidi per piccoli principi.

<<Chiara, ci vediamo il Piccolo principe?>>

Un tempo il piccolo principe aveva un senso...

Quel bimbo perso nel deserto che riconosce l'anima, l'ovvio di un disegno...spesso mi ci rivedevo in lui. Quegli adulti che non vedono un elefante ingoiato da un serpente li ho sempre temuti. Ricordo che quel cappello non riuscivo proprio a vederlo.

Buffa la vita, a pensarci quando cresci un po' ti accorgi di aver cambiato prospettiva o meglio...di aver cambiato sguardo.

Quello sguardo che permette di vedere asteroidi, serpenti, rose parlanti...re e vanitosi...di viaggiare nel cielo, sentire la risata della stelle...di parlare con le volpi.

Avevo un peluche a forma di volpe una volta, ricordo lo portò il mio papà da Bari; spesso credetti che era la mia volpe quella...ma ero piccola. Ad oggi credo che la volpe sia tutta un'altra cosa, sia così diversa da quel peluche.

Credo di aver compreso ad oggi che la volpe è insieme di cose...tante cose.

Una ragazzina è seduta qui accanto a me, gli occhi fissi sullo schermo, il suo braccio attorcigliato attorno al mio. I lunghi capelli sono sparpagliati disordinatamente sul pigiamone. Certe volte mi chiedo cosa pensi. A cena si parlava del futuro...l'anno prossimo avrà 18 anni. Mi chiedo se sia alla ricerca del suo asteroide o della sua rosa. Il suo viaggio è talmente turbolento, anche se lei non è nel deserto, non è su un aeroplano, non c'è un re che ordina tramonti o forse sì...ma in altra forma.

Stasera più che mai mi chiedo se l'obiettivo di questo lavoro sia quello di incontrare piccoli principi nel Sahara.

Ho compreso che ne esistono tanti...troppi. Li sto incontrando nel corso del mio lavoro...del mio viaggio.

Pomeriggi a fare torte, compiti, risate al mare, pianti di notte, udienze, viaggi in macchina verso i tribunali, una bimba che dorme...

Un lungo e complesso viaggio.

Con un sussulto, i pensieri si interrompono. Sono tornata alla realtà, siamo nella stanza verde e semi buia, la culla bianca riflette la luce della camera oltre il corridoio.

<<Nonna Chiara tu sei talmente vecchia che ti perdi, e ti addormenti nella tua testa>>

In fondo, mi dico, non sono così grande se riesco a volare ancora e così con la mente. Le stelle scendono dal cielo blu.. puntini bianchi.

La risata di un bambino.

<<Vuoi vedere come non ti faccio assaggiare più torte se mi chiami vecchia o nonna di nuovo?>>

...

<<Ecco ora fa la bimba>>

...

"Il problema non è diventare grandi ma dimenticare..." Racconta l'aviatore.

Non bisogna mai crescere del tutto per fare questo lavoro...Vorrei tanto una volpe anche io.

<<L'essenziale è invisibile agli occhi>>

Ad oggi il Piccolo principe ha tutto un altro senso...

Sono trascorsi ben 19 anni da quando lo lessi per la prima volta. Stasera siamo qui...questa casa è da una vita alla ricerca di asteroidi per piccoli principi.

Rose

Volpi

Stelle

Quei libri sparsi nella mia stanza...

Ed io sto qui...

Dott.ssa Pittari Chiara

(Pedagogista, Educatrice presso la Casa Famiglia Murialdo)

Paidòs Onlus

dalla parte dei bambini, SEMPRE

 

Con l’Adozione a Distanza

accompagni un bambino nella sua crescita

donandogli un’infanzia felice

dona tramite bonifico su IBAN:

IT 51W 05385 78440 00000 0000 455

www.paidos.it

 

Ogni mercoledì si rinnoverà l’appuntamento con

‘Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati’

 

Cos’è la rubrica: Danzanti col vento...storie e racconti di educatori appassionati

Da un po’ di tempo la mente di noi educatori è talmente colma di pensieri e riflessioni che spesso straripa . Lo scrivere è diventato per noi salvataggio indelebile, la messa al sicuro dei momenti della vita che trascorriamo con in nostri ragazzi.

Noi educatori spesso la notte scriviamo pagine di una vita vissuta fra le mura condivise con degli sconosciuti che a tratti riescono a sentirsi parte di una casa, parte di una famiglia

Un giorno abbiamo deciso di raccontare e di raccontarci per mostrare anche oltre le nostre mura, la bellezza di una giornata trascorsa assieme ai nostri compagni di strada, la paura verso i giorni che verranno, gli aneddoti divertenti dei giorni di sole e le tempestose giornate di pioggia.

Raccontare è per noi un dono ed è prezioso perché permette di rivederci nello specchio e comprendere che vi è sempre da imparare, perché noi danziamo  e danziamo col vento.